Kartell: il lusso inaspettato della plastica
13/09/2018

Come è riuscita un’azienda come Kartell a portare un materiale così umile agli standard di design che ha raggiunto oggi? In che modo questo brand ha trasformato la plastica in qualcosa di così iconico? L'obiettivo di Kartell è sempre stato quello di spingere l'innovazione agli estremi, sperimentare nuove tecnologie e materiali, affrontare problemi sempre più complessi, sostenere la creatività dei designer nella loro massima libertà. Kartell insegue le proprie sfide e riesce sempre a essere in anticipo sui tempi: il marchio ha portato la plastica nell’elegante arredamento di migliaia di case, e ha dato vita a una seconda "rivoluzione industriale", per così dire, nel mondo dell’interior design.


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La lampada Lantern


C'era una volta…

Tutto ebbe inizio nel 1949, quando Giulio Castelli, il fondatore di Kartell, decise di mettere a frutto la scoperta dei nuovi materiali polimerici che il mercato stava mettendo a disposizione. La sua intuizione è nata da una semplice idea: usare la plastica per creare, in modo industriale, oggetti di uso comune. Potrebbe sembrare un concetto abbastanza banale al giorno d'oggi, ma a quel tempo era assolutamente all'avanguardia. Il suo intento era creare bellezza attraverso l'innovazione, sorprendere e stupire il mercato con qualcosa di assolutamente nuovo. Da questa semplice idea è nata la famosa linea di mobiletti, battezzati Componibili.

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La sedia Victoria Ghost


Componibili

Questo primo elemento d'arredo disegnato da Anna Castelli Ferrieri, è il simbolo della nobilitazione della plastica, un'icona che ha cambiato i destini di un materiale povero: dal packaging e dagli imballaggi al design moderno di alta fascia. Era il 1967 quando Anna Castelli Ferrieri, la moglie del fondatore di Kartell, disegnò per la prima volta questi pezzi. Originariamente battezzati "Mobili 4970/84", hanno avuto fin da subito subito un grande successo. Ciò che il pubblico amava era la loro versatilità, la semplicità e la loro elegante modularità. Questi design unici potevano essere combinati in base al gusto dei clienti in un milione di composizioni diverse. Questo design di Anna Castelli Ferrieri è una vera icona e ha attraversato mezzo secolo senza perdere il suo fascino. Con un fascino che va oltre le tendenze e gli stili legati al tempo, la linea Componibili di Kartell è un pezzo della storia dell'arte italiana tanto quanto i bellissimi dipinti che i visitatori ammirano nei musei. Anche il MoMa di New York ha voluto rendere questi pezzi unici di arredamento una parte della collezione permanente.


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Componibili


Una semplice azienda di famiglia

La continua ricerca ha permesso a Kartell di dotare di nuove caratteristiche a questo materiale così banale, come la satinatura, la trasparenza, la flessibilità, la resistenza agli agenti atmosferici, la morbidezza e un'ampia varietà di colori. Trasformare la plastica da un prodotto funzionale in oggetto di lusso è la grande eredità di questo marchio. La storia di Kartell è quella di un'azienda "familiare": un concetto che, almeno apparentemente, sembra difficilmente adattarsi alla realtà di un marchio con 120 flagship store e 4000 punti vendita in tutto il mondo. Ma la verità è che i valori del marchio sono rimasti gli stessi nel corso degli anni, trasmettendosi di padre in figlio (o figlia) con la stessa intensità e passione. Per questo motivo, i designer di Kartell sono sempre in fermento, con nuove visioni creative: mantenere la forte passione che ha reso famosa la società sempre attizzata da nuove idee.

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Il vaso Ming


Marie

Con Marie di Philippe Starck, progettata per la prima volta nel 1999, la trasparenza entra nel mondo del mobile. Questa è stata la prima sedia in policarbonato trasparente, realizzata con un unico stampo. Non è difficile vedere come possa adattarsi perfettamente a qualsiasi concorso di design: può essere il complemento perfetto per un salotto moderno e minimalista, oppure può rappresentare un contrasto affascinante se combinato con alcuni mobili classici o antichi. La sedia Marie, con la sua sorprendente semplicità, ha segnato una svolta nel percorso di Kartell e nella storia del design contemporaneo. Dalla sua creazione, la plastica trasparente è diventata la firma di Kartell e sinonimo di vera eleganza.


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La sedia Marie


Il barocco rivisitato

Nel 2002, la sedia Louis Ghost è stata disegnata da Philippe Starck. Il riferimento allo stile Luigi XV la rende un simbolo del barocco rivisitato. Il suo potere espressivo incanta immediatamente, emoziona, affascina. Inoltre, parlando a livello tecnico, è un coraggioso esempio di iniezione di policarbonato in un unico stampo. La poltrona Louis Ghost caratterizza l'immagine dell'azienda più di ogni altro prodotto realizzato fino ad allora. La forma barocca rivisitata, come afferma lo stesso Starck, deriva dalla memoria collettiva della cultura occidentale. Due anni dopo, nel 2004, un altro pezzo iconico è stato creato da Ferruccio Laviani, seguendo la stessa ispirazione: la lampada da tavolo Bourgie.


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La lampada Bourgie


Kartell for kids

Some might think that the furniture designs by Kartell have a naïve look, seemingly inspired by the children’s world. Well, they are not wrong. The very first made Kartell chair was, in fact, meant to be a kids seat: in 1964 Marco Zanuso and Richard Sapper designed the 4999 model, the first chair in the world entirely made of plastic for the Compasso D’oro design award. This kids chair won the contest and was a great source of inspiration for the future of the company. Fifty years later, Kartell goes back to basics the Kartell Kids line for the 3-8 year olds was launched. This exuberant collection incorporates the elements that have always characterized the Kartell style, bringing the most famous pieces of the brand into little children’s world. A design for kids must be joyful, practical and, most importantly, fun!


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La sedia Lou Lou Ghost